26) Burke. Non  cos che si fanno le riforme.
Siamo agli inizi della Rivoluzione francese. L'Assemblea
Costituente nell'arco di pochi giorni ha distrutto le principali
strutture sociali dell' Ancien Rgime. Dall'altra parte della
Manica Edmund Burke osserva e giudica negativamente la smania dei
Francesi di abolire e distruggere tutto ci che era stato
realizzato nel passato senza pensare alle conseguenze.
E. Burke, Riflessioni sulla Rivoluzione francese.

E' questa incapacit ad affrontare la lotta contro le difficolt
che ha obbligato l'arbitraria Assemblea di Francia ad iniziare i
propri piani di riforma con una abolizione radicale di tutto. Ma 
forse in un'opera di distruzione e di sovvertimento che si
manifesta la sapienza? Il vostro popolaccio potrebbe fare ci
altrettanto bene quanto la vostra Assemblea. L'intelletto pi
ottuso e la mente pi rozza sono pi che sufficienti a conseguire
questo scopo. [...] Invece sapere al tempo stesso preservare le
forme esistenti innovandole in ci che  necessario costituisce
impresa ben diversa. Quando gli elementi utili di una vecchia
organizzazione sono mantenuti e le parti aggiunte si adattano alle
persistenze antiche, si rende necessario l'esercizio di
un'intelligenza vigorosa, di un'attenzione salda e perseverante,
di una vigile capacit di raffronto e di combinazione, di risorse
perspicaci nella scelta degli espedienti migliori; e tutto ci
deve essere esercitato nel continuo conflitto con le molteplici
insidie dei vizi opposti, vincendo la ostinazione che respinge
ogni impulso innovatore e quello spirito di leggerezza che
facilmente si stanca e si disgusta di tutto ci che costituisce un
determinato stato di possesso.
Voi potrete obbiettare: Un procedimento di tal genere  lento;
non si adatta all'azione di una Assemblea che si gloria di
compiere nel giro di pochi mesi l'opera dei secoli. Un
procedimento di riforma come quello che ci suggerite dovrebbe
richiedere l'impiego di vari anni. Ma senza dubbio cos dovrebbe
essere. Uno dei grandi vantaggi del metodo, secondo il quale la
durata del tempo si annovera tra i coefficienti della riforma, 
appunto la lentezza del suo operato; operato che in certi casi si
svolge con una progressione quasi impercettibile. Se la
circospezione e la prudenza fanno parte della saggezza necessaria
allorquando si lavora sopra materie inanimate, certamente esse
costituiscono un pi forte dovere allorquando l'oggetto dei nostri
provvedimenti distruttivi o ricostruttori non  pi offerto da
materiali inerti ma  costituito da esseri animati, i quali
subendo un'alterazione improvvisa nella propria condizione di vita
e di costume sono suscettibili di cadere in massa nella rovina.
Ma a giudicare dalle opinioni che oggi prevalgono in Parigi si
direbbe che le sole qualit richieste per un legislatore perfetto
siano insensibilit di cuore e precipitata confidenza nelle
proprie azioni. Ben diverse sono le mie opinioni intorno a
quest'alto ufficio. Il vero legislatore deve avere un cuore pieno
di sensibilit; deve amare e rispettare i propri sudditi e deve
aver timore di se stesso. Al suo temperamento dev'essere
consentito di abbracciare l'oggetto della propria azione con un
colpo d'occhio intuitivo; ma agire poi con deliberata
circospezione. Ogni sistemazione politica ha una finalit sociale
e deve essere attuata soltanto con mezzi che siano adatti alla
societ. In questo caso la energia deve cooperare con la saggezza.
E si richiede un certo lasso di tempo per effettuare questa
armonia di contrari che  condizione unica necessaria al
raggiungimento del bene verso il quale noi tendiamo. Otterremo pi
con la pazienza che con la forza. Se mi  lecito fare appello a
ci che ora a Parigi sembra essere completamente caduto in disuso,
vale a dire all'esperienza, vi dir che nel corso della mia vita
ho conosciuto parecchi uomini grandi, e proporzionalmente alle mie
forze ho collaborato con loro; e non ho ancora visto attuare alcun
piano di riforma il quale non sia stato sottoposto alle
osservazioni di coloro che erano molto inferiori (quanto a
capacit di intendimenti) alle persone stesse che intraprendevano
l'esecuzione del progetto. Con una progressione lenta ma continua
venivano controllati gli effetti di ogni nuovo piano compiuto; e
secondo che il primo dava un esito buono o cattivo, si procedeva
al secondo; per tal modo, seguendo un ordine illuminato e
razionale, tutta la serie progressiva  stata condotta al sicuro
fine. Noi ci preoccupiamo che i singoli elementi di un sistema non
si urtino tra loro. Man mano che si palesano dei mali insiti nella
attuazione del progetto meglio promettente, si provvede ad
eliminarli. Si cerca di sacrificare quanto meno possibile un
vantaggio a un altro vantaggio. Siamo soliti fare opera di
conciliazione, di compensazione, di contemperamento. Siamo capaci
di unificare in una coesistenza unitaria le diverse anomalie e i
contrastanti principi che si manifestano nella coscienza degli
uomini e nelle loro attivit. Sorge da tutte queste circostanze,
non gi un capolavoro di semplicismo, ma un lavoro di complessit;
il che vale assai meglio. [ ... ].
Procedere in questo modo, vale a dire procedere secondo principi
direttivi animati da feconda energia, significa secondo me seguire
un criterio di profonda saggezza. Al contrario ci che i vostri
politicanti credono sia la caratteristica di una ardita e
baldanzosa genialit  soltanto prova di deplorevole mancanza di
capacit. La loro precipitazione violenta e il misconoscimento di
ogni processo naturale fanno s che essi cadano ciecamente in
bala di tutti gli avventurieri, di tutti i facitori di progetti,
di tutti i ciarlatani empirici.
F. Tonon, Auguste Comte e il problema storico-politico nel
pensiero contemporaneo,
G. D'Anna, Messina-Firenze, 1975, pagine 54-56.
